Libero arbitrio e libertà 2

scritto da Ottobre
Scritto 23 ore fa • Pubblicato 6 ore fa • Revisionato 6 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Ottobre
Autore del testo Ottobre

Testo: Libero arbitrio e libertà 2
di Ottobre

Pur ammettendo l’esitenza del libero arbitrio, esso deve essere necessariamente nato con l’uomo (genere umano) e senza possibilità di essere esercitato retroattivamente, visto che la sua creazione non ha richiesto la sua opinione, inoltre questo è vero per ciascun uomo, in quanto nessuno ha avuto la possibilità di rifiutare di venire al mondo.

Inoltre sia che ci poggiamo sul creazionismo religioso che sull’evoluzionismo scientifico, o su qualsiasi altra filosofia, mi sembra che l’essere umano sia stato uno degli ultimi in ordine di apparizione nell’ordine naturale, questo vuol dire che si è trovato per la seconda volta di fronte a una situazione non scelta da lui, rispetto alla quale poteva (e lo ha fatto ampiamente) incidere ma solo limitatamente, almeno costatiamo fino ad ora; lo stesso dicasi per qualsiasi individuo nato in un contesto personale, familiare, sociale a lui preesistente.

Ho già sottolineato nella prima parte, come la non completa conoscenza degli effetti del nostro agire, dovuta anche alla complessità delle interazioni tra la moltitudine degli individui, non consentono all’uomo di porsi un obiettivo chiaro, ben definito, raggiungibile, rispetto al quale assumersi le conseguenti responsabilità, egli potrebbe sempre affermare di aver creduto o voluto altri esiti delle proprie scelte, ma che le condizioni avverse e l’imprevedibilità degli eventi le hanno determinate diversamente.

Ma siamo proprio sicuri che l’uomo l’abbia accettato il libero arbitrio ? che abbia preferito al paradiso eterno e certo, una incerta e dolorosa sorte in nome della libertà; che non abbia più voluto vivere come suddito di un assolutamente giusto sovrano creatore, inevitabilmente in quanto  creatura,  ma piuttosto sfidare la propria condizione per combattere una battaglia persa in partenza.

Tuttavia sarebbe triste arrendersi a una ipotesi deterministica-meccanicistica per l’uomo, come per tutto l’esistente, che procede in modo cieco, mosso solo dalla volontà (intesa come desiderio innato e non come libero arbitrio) di esistere, riprodursi e potere, senza nessun senso; senza possibilità di opporvisi, se non illusoriamente mediante la razionalità e la spiritualità.

La soluzione più equilibrata a questo dilemma dell’esistenza del libero arbitrio, potrebbe essere quella di ammetterlo solo in termini parziali, quindi una facoltà limitata, ma come potrebbe allora essere preso così seriamente fino ad imputargli la responsabilità sulla condizione presente, futura o addirittura eterna ?

Eppure una reminiscente voce continua a suggerirci l’esistenza di un margine di possibilità, come in tutti i casi che sembrano disperati, una sottile complicità, ma lecita, che si rinnova continuamente attraverso minuscoli impercettibili atti, non eroici, che offriamo al destino (ma non dovrei chiamarlo così), intersezioni tra visioni particolari che si propagano raggiungendo tutto, apparendoci in una probabilistica-quantistica realtà.

Ci siamo dentro e non possiamo osservarci-studiarci completamente, nemmeno possiamo arrenderci, lasciandoci vivere, siamo legati indissolubilmente dall’essere, nesuno può sfuggirgli.

Tornare indietro ? non parlavo certo di suicidio, anche questo non sarebbe un esercizio di libero arbitrio, nessuna possibilità di prevedere gli effetti sul nostro futuro, solo purtroppo il prevedibile sconforto dei nostri cari e comunque una triste eredità, anche nei casi in cui dovesse portare dei benefici a qualcuno; ci resta la possibilità di desiderarla la morte, ma solo come un anelito verso un ritorno a quel mondo originario di beatitudine, dove ogni singola visione convergerebbe senza lasciare nessuno nella disperazione.

Continua e cambia …

Libero arbitrio e libertà 2 testo di Ottobre
4

Suggeriti da Ottobre


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Ottobre